10 gennaio 2009

LA GIUSTIZIA INGIUSTA

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Introduzione alla lettura
10/01/2009

E’ di pochi giorni fa la notizia di un uomo che si è autoaccusato di aver ucciso la propria moglie nel 2004 e non può essere più processato avendo passato indenne tutto l’iter processuale. Ma la cosa è un “pochino” più complicata. La moglie di questo signore viene trovata gravemente ferita nel suo letto, nella casa in cui viveva, se non vado errato con la figlia ed il convivente. Successivamente la signora muore per le ferite riportate e l’ex marito si autoaccusa dell’omicidio.


LA GIUSTIZIA INGIUSTA

Per questo motivo nel primo processo viene condannato. Badate bene, sembra che il signore in questione sia un tipo un po’ strano. Nel processo d’appello senza sostanziali apporti di nuove prove il signore ritratta il tutto, probabilmente a ciò consigliato da una buona operazione difensiva e viene assolto. Non so se abbia affrontato anche la Corte di Cassazione.
Resta solo molto amaro in bocca. Come può un uomo essere condannato e poi assolto in due diversi procedimenti penali senza un sostanziale e diversificato apporto di ulteriori prove è una cosa che può succedere senza conseguenze solo in Italia. Io credo che la legge dovrebbe essere applicata e non interpretata e che resta assurda una condanna e un’ assoluzione in presenza di identiche prove, per lo stesso delitto e per lo stesso imputato.
La cosa comica è che passano gli anni e il signore in questione si riaccusa di nuovo dell’omicidio. Al di là del probabile stato confusionale del soggetto, quello che è incredibile, e che emerge leggendo i giornali, è che non è più processabile , perche non si possono subire due processi per lo stesso reato. Questo è uno splendido esempio di degradazione giudiziaria, anche se alcuni potrebbero obiettare, che siamo in compagnia per esempio della civilissima Gran Bretagna, come se questo fosse un certificato di garanzia. Scusatemi sono tignoso, insisto, è solo uno splendido esempio di degradazione giudiziaria in buona compagnia e non di cultura giudiziaria come qualche azzeccagarbugli sarebbe portato a considerare.
La legge per chi se lo fosse scordato è una complessa organizzazione che la società tutta si da per difendersi da momenti e persone che intendano approfittare di situazioni a danno della collettività e/o di singole persone. Quindi è la società che si da delle regole per difendersi da persone poco rispettose dei diritti altrui. Ovviamente queste regole arrivano anche a pene detentive per i reati più gravi.
Siccome siamo diventati, o dovremmo essere un paese civile, siamo portati a dare le massime garanzie a chi è accusato dei reati e questo è profondamente giusto. Anche se credo che l’Italia ecceda in queste garanzie. In Usa se non vado errato c’è solo un livello processuale, da noi no, non bastano due livelli, si è pensato bene di averne tre. Mi aspetto da questa classe politica così poco attenta al problema giustizia di decuplicare i livelli processuali a trentatre. Si otterrebbe una gradevole beneficio per molti degli stessi estensori della legge. Come? Ma è semplice. La categoria degli avvocati è la più rappresentata in Parlamento e questo significherebbe decuplicare il lavoro per molti onorevoli e per tutta la categoria. Con la decuplicazione dei livelli processuali si otterrebbe un’altra clamorosa conquista. Pensateci bene. Un processo che dura 10 anni ha già dei tempi che ridicolizzano la giustizia, se durasse cento anni sarebbe una cosa meravigliosa per chi commette i reati.
Ci sono poi organi della magistratura giudicante che sono preposti a controllare che la forma processuale sia garantita a tutti gli accusati. E non ci sono problemi. Ma fare della pura forma la sola sostanza processuale per cui chi è stato processato non può appunto esserlo di nuovo per lo stesso reato pur in presenza di significative novità processuali è un’idea aberrante di giustizia. Annullare processi in cui magari si sono dati anni di galera solo perché il “cinquantunesimo” avvocato dell’imputato non ha avuto una notifica in tempi canonici è anche questo contro qualsiasi idea di giustizia giusta.
Ma io ritengo ci sia una cosa in cui i politici che ci governano hanno toccato vette impensabili nel legiferare sui processi. L’ho già accennato, ne metterò a fuoco altri aspetti. Parlo della durata del processo. Apparentemente asserire che il processo non può durare più di 10 anni sembra una misura a difesa dell’imputato e un atto teso a snellire la durata di tutti i processi. Personalmente credo che sia il contrario. È la dimostrazione evidente che non siamo uguali di fronte alle leggi. Al poveraccio di turno, parlo del signore di cui sopra che ora racconta di nuovo di aver ucciso la moglie e per questo, a lui come a quasi tutti i poveracci, è stato fatto un processo in pochi anni, magari assistito da avvocati alle prime armi se non da veri e propri avvocati d’ufficio. Le persone importanti, con la pletora di azzeccagarbugli al seguito, tra rinvii e qualche cosa di peggio (perché no, anche corruzione di magistrati) possono facilmente superare i 10 anni e farla franca. Non solo. Questa aspettativa porta sicuramente tutta la macchina giudiziaria a enormi ritardi che paradossalmente potrebbero diminuire sensibilmente se tutto questo voler allungare il processo oltre i 10 anni, per annullarlo, fosse inteso come un vano tentativo di scampare allo stesso.
Il processo non è più per molti “tecnici” della giustizia un modo in cui la società si difende dai senza legge. Ma è un posto dove molti di questi, con tanti soldi e buoni avvocati, possono ottenere l’impunità per i loro reati.

10 gennaio 2009
Paolo s.b.

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