31 marzo 2013

(21) IL CASO ALDROVANDI. IL PEGGIO NON E’ MAI MORTO.

Marzo (21)
Introduzione alla lettura
29/03/13



     Quattro poliziotti che al termine di una giornata faticosa prendono un diciottenne  e di fronte a certe sue parole, a certi suoi comportamenti, lo picchiano, come detto da una testimone, e poi lo soffocano, magari nel tentativo maldestro di bloccarlo, fanno una cosa gravissima perché l’uccisione di un ragazzo, in più in presenza di un reato da nulla, ammesso che il reato ci sia stato, è inammissibile. Ma siamo ancora nei limiti di un gravissimo abuso di potere avuto alla fine di una giornata, magari di cacca, dove i tuoi nervi già scossi saltano definitivamente nella concitazione e riescono a farti fare una mostruosa, criminale, stupidaggine.

    Per questo fatto  quattro agenti sono stati condannati a “soli” tre anni e sei mesi, ma per le garanzie vergognose che ci sono in questo paese, grazie all’indulto di tre anni, dovranno fare solo sei mesi di galera. Ad alcuni loro colleghi, che evidentemente sono ben più mostri dei quattro condannati, che perlomeno avevano a giustificazione i motivi della contingenza, dello stress, la cosa sembra vergognosa, e da giorni manifestano a Ferrara perché i sei mesi di carcere siano trasformati in arresti domiciliari per i tre maschietti. Per i tre maschietti? Si avete capito bene perché per la femminuccia del gruppo, in quanto femminuccia, di carcere non si è mai parlato, per lei solo domiciliari! Perché ha avuto un ruolo secondario nella vicenda?  Essendo stata condannata alla stessa pena detentiva dei suoi colleghi maschietti si dovrebbe presumere che il suo ruolo non sia stato secondario, ma è una femminuccia, via!

     Per gli eroici militanti del Coisp questo è inammissibile. Sei mesi di carcere per avere ucciso un ragazzo di 18 anni, spinellatore e magari pure ubriaco, è una pena intollerabile! I ladri la fanno franca e i poliziotti vanno in galera! Nelle loro testoline che un ragazzo di 18 non si meriti la pena di morte, per nessun motivo, tantomeno per motivi ridicoli o inesistenti, non riescono proprio a concepirlo, quando anche loro sanno che i loro colleghi lo hanno soffocato dopo aver spaccato ben due manganelli sul suo corpo! Diritto alla legittima difesa?

     Non paghi di quanto avvenuto, i signori di questo sindacato hanno pensato bene, dopo essere stati in giro per settimane (come detto) nelle strade di Ferrara, a manifestare solidarietà con i quattro colleghi condannati, di andare a farlo  nella stessa piazza dove lavora la madre del ragazzo ucciso, con la mostruosa sensibilità che contraddistingue i loro comportamenti. A onor del vero questi signori affermano di non aver compreso, nella piccola Ferrara, dove tutti sanno di tutti, che la madre di Federico, dipendente del comune di Ferrara, lavorava che cosa strana….. nel palazzo del Comune di Ferrara! Strano vero?
    
     C’è da dire che il ministro degli Interni, molti poliziotti e altri sindacati di polizia, hanno preso le distanza da questi signori e mostrato solidarietà con la madre di Federico, ma una cosa la vorrei comunque chiedere alle autorità. In Italia non esiste la pena di morte, tantomeno per futili motivi; che ci siano poliziotti stressati, con il cervello schizzato, che facciano delle mostruosità, non è giustificabile ma ci può stare, ma che ci siano altri poliziotti che con calma, senza alcuno stress contingente, li giustifichino è ben più grave. Si fanno test psico attitudinali per verificare se chi si candida a fare il poliziotto ha dentro di se la capacità di saper controllare la situazione, di dominarla, in qualsiasi frangente, e poi si permette a chi in pratica giustifica colleghi che hanno fatto un omicidio assurdo, anche se colposo, di continuare a indossare la divisa di poliziotto.

     Per la società civile la Polizia è l’istituzione che combatte la criminalità e ogni forma di sopraffazione e violenza. Per questo è del tutto ovvio che comportamenti violenti, o che comunque li giustifichino,  non possono essere tollerati all’interno delle forze dell’ordine.

    

                                                            paolosenzabandiere



29 marzo 2013

(20) LA CICALA E LA FORMICA. UNA FAVOLA RIVISITATA IN CHIAVE ECONOMICA.

Marzo (20)
Introduzione alla lettura
26/03/13


C’è un comune sentire per cui lo sciocco che si è caricato di debiti si trova sempre nella cacca e colui che per incapacità, o per avidità da interessi, quei debiti ha contribuito a formare prestando soldi a go-gò, se la cava sempre. Io credo che per l’Itaglia e per la Krande Cermania ci sia al contrario un stesso destino, ma non volendo farla difficile la butto, per ora, in favola. Voglio solo precisare che il finale di questa favola, che io credi racconti il futuro, non è proprio da “favola”. Quasi tutti staranno molto…… ma non togliamoci la sorpresa.

     Tutti ci ricordiamo della favola di Esopo riadattata da La Fontaine che racconta di una cicala che passava l’estate a cantare mentre una laboriosa formica lavorava per accumulare cibo per l’inverno. E quando arriva la stagione fredda la cicala presa dai morsi della fame chiede cibo alla previdente formica. Quest’ultima, di fronte a quella richiesta, domanda alla ludica cicala: “Che cosa hai fatto durante l’estate mentre io raccoglievo cibo?”. “Ho cantato”, risponde pronta la cicala. E la formica di rimando: “E ora balla!”. La cicala zuzzurellona, al contrario della formica stakanovista, non riuscì a sopravvivere all’inverno. La favola è sempre stato un grande insegnamento per le future generazioni.

     Ora c’è una versione moderna, economica, di questa favola, dove per tutta una serie di ragioni il finale cambia, e come se cambia! Come sempre la cicala scioperata, mandolinara e mangia spaghetti, non è proprio il massimo e non fa una bella fine, ma la formica mangia krauti, non più solo previdente ma anche avida dispensatrice di prestiti alle scioperate cicale, che fine pensate possa fare…..

26 marzo 2013

(19) IL CASO DEI DUE MARO’. IL RACCONTO DI QUANTO ACCADUTO.

Marzo (19)
Introduzione alla lettura
25/03/13

      Ci sono degli aspetti, nella vicenda dei due Maro’ italiani, che non sono stati analizzati appieno e soprattutto senza quella dote di buon senso che permette spesso di comprendere come sono andati realmente i fatti.

     Correrò il rischio di essere banale, lapalissiano, ma alcune cose deve essere dette. Sgombriamo prima il campo da ogni equivoco. I due indiani morti erano marinai, non altro, e la conferma viene proprio da coloro che involontariamente li hanno uccisi. La difesa dei due marò non ha mai messo in discussione che fossero due marinai e anche l’Italia, con quel forte indennizzo dato ai loro familiari, lo conferma.

     E allora perché l’equivoco che li ha trasformati, agli occhi dei due marò, in due pirati. Qui c’è da dire che alcuni nostri “connazionali ultranazionalisti” pensano che i due marinai se la siano cercata  perché se non si avvicinavano pericolosamente alla nave non avrebbero corso nessun rischio. È strano come gente che sarebbe disposta a dichiarare guerra al mondo per ogni piccolo affronto, o pensato tale, subito da un  italiano, riesca a non comprendere la drammatica banalità di quell’equivoco e del perché il peschereccio indiano fosse così vicino alla nave italiana. Bisogna pure che ci sia qualcuno che spieghi a questi signori che da che mondo è mondo uno dei modi di pescare pesce è calare reti o altri attrezzi da pesca, e vedere uno di quei mostri che solcano i mari  puntare a sua insaputa, gli strumenti di lavoro che permettono la tua sopravvivenza e quella della tua famiglia non ti rende proprio felice. E’ l’unica giustificazione alla pericolosa vicinanza dei pescatori alla nave, perché l’altra giustificazione plausibile ci porterebbe a dire che altrimenti sarebbe stato un attacco di pirati cosa, come detto, esclusa dagli stessi difensori dei due marò e dalle autorità italiane.

     Resta il fatto che le giustificate rimostranze, magari sopra le righe, dei pescatori indiani, siano state considerate dai militari italiani, in quei drammatici attimi, come un attacco di pirateria e come tali respinte con la forza. Ovviamente pur nella concitazione, considerare improperi, mani nude, arpioni, o chissà cos’altro, armi letali in mani a dei pirati è stato un gravissimo errore di valutazione in cui sono incappati i nostri marò…..

23 marzo 2013

(18) I DUE MARO’ E L’ODE ALLA DIPLOMAZIA. COME UN ESCAMOTAGE SI TRASFORMA IN UNA GIUSTIFICAZIONE PLAUSIBILE ALLA TUA PRECEDENTE FIGURA DI MERDA.

Marzo (18)
Introduzione alla lettura
22/03/13





     Nel post precedente (Il caso dei due marò.Ambasciator non porta pene? Come passare dall’aver quasi ragione al tortomarcio, perdendo anche l’onore.) postato ieri mattina descrivevo la figura “peregrina” fatta dal governo e dalla diplomazia italiana, con il rifiuto, incomprensibile al punto in cui erano le cose, di far ritornare i due marò in India.

     La risposta non prevista del governo indiano che aveva in pratica bloccato in India il nostro ambasciatore accusandolo di non aver rispettato la sua personale promessa alla Corte Costituzionale indiana (con la quale si era garantito il ritorno in quel paese dei due soldati dopo un periodo di trenta giorni concesso dalle autorità indiane per farli votare in Italia), aveva fatto capire alle nostre autorità in quale cul de sac si erano messe.

    Ma anche a chi sbaglia può essere data la possibilità di aver la faccia salva e di questo dobbiamo ringraziare non tanto la nostra diplomazia ma soprattutto il governo indiano, che nel caso si trova comunque pure lui ad avere qualche scheletro nell’armadio da farsi perdonare (leggi il probabile abuso iniziale con l’arresto dei due marò da parte della polizia del Kerala per fatti avvenuti quasi certamente in acque internazionali). Forse è per questo che sono stati concessi due permessi con estrema prodigalità. Trenta giorni per consentire ai due soldati di votare in Italia? Ma non bastava la già grande cortesia di farli votare per corrispondenza?

     È evidente che il governo di Delhi sa che lo stato del Kerala ha commesso un abuso e sta cercando il modo di risolverlo nel modo memo traumatico possibile. Solo dei cretini possono non comprendere che togliere il processo a quello stato, instituire un tribunale speciale e tutta quella serie di attenzioni, di premure nei confronti dei due soldati, vogliono dirci quanto sarà “severa” l’eventuale sentenza di condanna del tribunale indiano. Al contrario la nostra diplomazia ci ha messo del suo mettendo due soldati ed un ambasciatore italiano nelle condizioni di non rispettare la parola data…..

21 marzo 2013

(18) IL CASO DEI DUE MARO’. AMBASCIATOR NON PORTA PENE? COME PASSARE DALL’AVER QUASI RAGIONE AL TORTO MARCIO, PERDENDO ANCHE L’ONORE.

Marzo (17)
Introduzione alla lettura
18/03/13



    Con il governo tutto compatto che impone ai due marò di non tornare in India come promesso, l’onore del nostro paese, già fortemente provato per le ignobili vicende politiche che lo hanno devastato, subisce un altro colpo tremendo.

    Ma è necessario un riassunto di quanto accaduto. La vicenda dei due maro’ di scorta ad una nave italiana nell’oceano indiano è nota a tutti. Vengono accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Dove si siano svolti i fatti è controverso. Secondo la difesa dei due marò tutto è accaduto a 33 miglia marine di distanza dalla terraferma, mentre l’India afferma che il tragico incidente è accaduto a solo 22, 5 miglia dalla costa. L’India con questa distanza ritiene che quanto accaduto sia sotto la sua giurisprudenza. Non sono un esperto di leggi internazionali ma la sovranità di uno stato non cessa dopo le dodici miglia marine? Nel caso che i fatti fossero accaduti in acque internazionali ne deriverebbe che a processare i due marò per omicidio colposo dovrebbe essere l’Italia, visto che la nave su cui i due militari operavano batteva bandiera italiana.

     Questo è tanto vero che le autorità indiane non costrinsero con la forza il comandante della E. Lexie a rientrare ma lo “invitarono” perentoriamente ad attraccare al porto di Kochi per chiarimenti. La Marina Militare Italiana prontamente avvertita ordinò al comandante dell’Erica Lexie di non ubbidire all’ordine della capitaneria di porto indiana, ma un colloquio con il proprio armatore, forse desideroso di difendere i propri interessi commerciali, lo convinse al contrario a fare rotta  sul porto indiano, dove fu poi costretto a consegnare i due militari.

     Debbo precisare che i due marò non sono degli eroi come crede qualche esaltato. Se i fatti sono realmente accaduti, come anche la loro difesa, e il comportamento delle autorità italiane hanno in pratica confermato (indennizzo alle famiglie dei due morti),  uccidere due pescatori scambiandoli per pirati non è il massimo dell’eroismo e per questo questi signori dovranno pur pagare, o uccidere due indiani, anche se per un tragico errore di valutazione, non è penalmente rilevante? Resta il fatto che la cosa è quasi certamente accaduta  in acque internazionali e i due marò dovevano essere appunto processati in Italia. Ma noi riusciamo a complicare anche le cose dove abbiamo una discreta ragione…..

14 marzo 2013

(17) NAPOLITANO, IL PIDDIELLE, I GIUDICI E L’EQUIDISTANZA INGIUSTA.

Marzo (17)
Introduzione alla lettura
14/03/13






     Napolitano ha ben compreso di cose viene accusato Silvio Berlusconi dai giudici di Napoli? Dire che non ci deve essere un vero e proprio accanimento nei confronti del piddielle e del suo leader, e che a quel partito debba essere garantita l’operatività che la Costituzione prevede in questi frangenti a tutti i partiti (elezione delle più alte cariche dello Stato e formazione del governo) è dire tutto e dire nulla. Lo sa Napolitano che le accuse che i giudici napoletani fanno a Berlusconi sono tra le più gravi e infamanti di cui possa essere accusato un leader politico? Che il reato di corruzione di un parlamentare per fare cadere un governo legittimamente  eletto è un reato gravissimo ed è un vero e proprio attentato alla  Costituzione, visto che l’art. 67 della stessa recita: ….ogni parlamentare esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato……). Si vuole porre un freno al lavoro dei giudici per dare la possibilità al piddielle di partecipare alla vita politica del paese quando il leader di quel partito ha causato la caduta di un governo legittimamente eletto, corrompendo un parlamentare della Repubblica. Queste  sono le accuse dei giudici, da provare ovviamente, ma Napolitano conosce le dichiarazioni di De Gregorio, che asserisce di essere stato corrotto da Silvio Berlusconi con tre milioni di euro?

    E allora caro Presidente perché si deve garantire la possibilità di partecipare ai lavori parlamentari a colui che è accusato non di aver negato “la possibilità di partecipare ai lavori parlamentari a Romano Prodi  e al suo schieramento” ma, cosa ben più grave,  di aver sabotato con la corruzione quel governo legittimamente eletto.

                                                             paolosenzabandiere


12 marzo 2013

(16) LE TROPPE “SFIGHE” DELL’ITALIA DEI VALORI E LA FORTUNA DELL’ITALIA.

Marzo (16)
Introduzione alla lettura
12/03/13

     E quattro!!!! Sì sono quattro le “sfighe” dell’Italia dei valori, il partito degli  “onesti” che puntualmente è così “sfigato”  che si trova a puntellare, in un modo o nell’altro, chi dell’onestà non sa che farsene.  Nell’elezioni del 2001 elesse un solo deputato che nello stesso giorno della sua elezione chiese di entrare in Forza Italia. Nell’elezioni del 2006 elesse De Gregorio che a poche settimane dall’elezione passò con Berlusconi e poi si mise a tramare perché altri suoi colleghi di partito facessero altrettanto per far cadere il governo Prodi. Alla successiva legislatura, con la cacciata di Fini, il governo di Berlusconi si trovò in minoranza e subito spuntarono due “responsabili” di idv a salvarlo. Ma il clou della sfiga emerge con l’intercettazione sparita. A suo tempo viene registrato il colloquio in cui De Gregorio cerca di comprare il voto del sen Idv Casorio.
A detta di Casorio la registrazione viene consegnata a Di Pietro e si apprende (da Repubblica del 6 marzo) che la stessa è stata persa, si hai compreso bene caro lettore fantasma, “persa”. Un documento penalmente rilevante e politicamente esplosivo, perso. Con una pletora di vergognosi giornalisti che non chiede conto a nessuno. In tutto questo dov’è la fortuna dell’Italia? Talmente evidente! La “sfigata”, maldestra o peggio,  Italia dei valori si è tolta dalle palle. I giornalisti servi, imbecilli o semplicemente collusi, purtroppo li abbiamo ancora…..

                                                         paolosenzabandiere



8 marzo 2013

(15) M5S E I GIORNALISTI, ATTENTI AGLI SCRIBI!

Marzo (15)
Introduzione alla lettura
08/03/13


   Due giorni fa la signora aspirante giornalista vicino al piddì, tale Lilli Gruber, intervistando un vanitoso e impreparato parlamentare del M5S, gli chiedeva con fare imperioso della governabilità, della responsabilità che aveva nei confronti del paese, dell’urgenza delle risposte considerati i problemi economici,  e tante belle cose di questo tenore, confortata in questo da un suo pari grado, anche lui aspirante giornalista al servizio del regime dei partiti, con il neo parlamentare in evidente difficoltà anche se sarebbe stato facile rispondere per le rime. Quando parlo di aspiranti giornalisti so benissimo che questi signori hanno tutti sostenuto gli esami da giornalista e sono dotati di tesserino sempre pronto al seguito, ma il possedere questo supporto cartaceo non li trasforma  in giornalisti indipendenti. Questi signori che hanno assistito in colpevole silenzio all’esplosione del debito pubblico dovuto ai partiti per cui hanno fatto, fanno il tifo, sono diventati dei rigoristi in economia e si preoccupano se il Movimento 5 Stelle non usa i suoi eletti per fare il governo con Bersani o con chicchessia. Non conoscono vergogna. Non sono stati capaci di smascherare leader improponibili di entrambi gli schieramenti, anzi al contrario hanno sempre dato loro credibilità, li hanno difesi, giustificati, anche quando i loro comportamenti erano indifendibili, li hanno forniti di lavagnette al seguito per le loro false promesse,  li hanno sempre incensati e mai, dico mai, sbugiardati per i loro comportamenti. Poi arriva il vanitoso neo parlamentare del M5S e giù impietose domande sull’emergenza economica che non aspetta nessuno, tantomeno i grillini, loro che di questa emergenza economica sono stati complici servili e  ben retribuiti….. Paolo. S.

4 marzo 2013

(14) LO STRANO CASO DI IDV. DE GREGORIO E GLI ALTRI. L’ITALIA DEI VALORI O DEI PORTAVALORI? I SILENZI ASSORDANTI

Marzo (14)
Introduzione alla lettura
04/03/13

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     Scrivo questo post perché  un articolo su Repubblica, su un tentativo non riuscito di corrompere il senatore Caforio di Idv,  mi fa capire che ci sono delle anomalie assordanti, anomalie che il giornalista e tutta la redazione del giornale non sono  riusciti a cogliere forse perché ancora assonnati, o per scarsa attitudine al ragionamento. Caforio fu contattato dal suo ex compagno di partito, De Gregorio, che nel frattempo era passato al piddielle e fu pregato di andare a trovarlo in una clinica dove era stato ricoverato a causa di una colica. Il senatore si consultò con il suo capogruppo e con Di Pietro, i quali lo consigliarono di andare e di registrare il colloquio. De Gregorio gli offrì 5 milioni per far cadere Prodi votando no alla fiducia e Caforio si accomiatò da lui riservandosi di pensarci durante la notte. La mattina dopo va, con il suo capogruppo, da Di Pietro e gli consegna la registrazione. Qui termina l’articolo del signor Giuliano Foschini. Chiedere al senatore Caforio del perché la registrazione di quel reato gravissimo non è mai uscita fuori da anni è forse chiedere troppo…..

1 marzo 2013

(13) MILANO LADRUNA LA LEGA LA PERDUNA.

Marzo (13)
Introduzione alla lettura
01/03/13



    Non c’è stata una regione italiana che abbia avuto gli stessi scandali della Longobardia. Altro che capitale morale del paese! Al contrario si è proclamata da sola la capitale del tutto se po’ fa. Eleggere al rango di politici ragazze alquanto allegre e somari con laurea albanese al seguito è stata la prassi. Farsi campare da faccendieri perché poi si è prodighi nel loro confronti è stata la consuetudine  in quella regione, come pure il farsi rimborsare qualsiasi cosa ed approfittare della prodigalità del sistema per sperperare i soldi della comunità, a proprio esclusivo vantaggio, e cosa succede al tempo delle elezioni?

    Viene premiata qualche faccia nuova, pulita, che si candida contro questo sconcio? Ma scherziamo, ai bauscia ‘gnurant i politici piacciono solo con le mani lunghe e le tasche piene.

                                                         
      paolosenzabandiere


(12) BERSI, IL GARGAMELLA CHE NON SAPEVA (O VOLEVA) VINCERE E CHE VOREBBE FAR PERDERE ANCHE I 5 STELLE.

Febbraio (12)
Introduzione alla lettura
27/02/13






      Quando era ministro dell’industria del governo Prodi fu protagonista di una cosa che si dovrebbe studiare all’università. La sua famosa lenzuolata, la privatizzazione di alcune mestieri e licenze fu una cosa memorabile. Proporre che ogni tassista potesse disporre del proprio taxi non più su un singolo turno ma sulle 24 ore era quanto di più auspicabile per una dirigenza della categoria che non avesse da difendere interessi nascosti e contrapposti a quello dei tassisti. L’imbecillità di quasi tutta quella categoria, abbinata alla demagogia populista di chi li sobillava, e soprattutto l’incapacità del nostro eroe a spiegare come stavano le cose, ha permesso successivamente il ritorno di Silvio e il trionfo di Alemanno a Roma. Aver gestito in maniera così clamorosamente sbagliata una situazione che doveva al contrario premiarti avrebbe dovuto consigliare i suoi “compagni” di partito a chiuderlo da qualche parte e buttare via la chiave. Ma questo non sarebbe da piddì. Un perdente di così clamoroso successo non poteva che diventare segretario di quel partito. E così l’uomo che non sapeva parlare ai “tassinari” fu messo a capo del  partito dei perdenti  pro Silvio…..

24 febbraio 2013

(11) NON HANNO SENTITO ARRIVARE IL VENTO

Febbraio (11)
Introduzione alla lettura
23/02/13





     Quasi sette anni fa in uno dei mie primi post di un blog per lettori fantasma, parlavo di una manifestazione a Torino con Beppe Grillo e della falsa contrapposizione con un’altra manifestazione sul 25 aprile, scatenata da finti giornalisti da un tanto a riga. Elencavo i motivi del perché di una protesta contro la classe politica e tirando le conclusioni del post domandavo ai politici, responsabili di quella catastrofe immanente: “Ma non sentite il vento?” Del nuovo che stava nascendo ovviamente!

No, non l’hanno voluto sentire arrivare, con il sordo rancore di chi non vuol mollare l’osso dei privilegi e degli inciuci e oggi, quello che allora era il primo refolo di un vento “bambino”, è diventato il vento di una tempesta che li travolgerà. Non so se il Movimento 5 Stelle vincerà l’ elezioni, e non credo che sia importante saperlo, ma so che 100 o più parlamentari m5s saranno la valanga che prima o poi travolgerà questa classe politica che ha prodotto questi disastri economici. Per quanto riguarda il nuovo movimento che dire, non ci sono solo rose e fiori, al contrario. Resta il fatto che ogni cambiamento rivoluzionario non può produrre una rivoluzione a tua immagine e somiglianza. Starà a noi tutti, con intelligenza e passione, tacitare le sciocchezze e favorire le cose buone, consci che al disastro economico mondiale incombente il nostro paese può dare risposte che lo rifacciano ritornare ad essere leader politico-economico come non poche volte è accaduto nella nostra storia….. (vedi post precedente:“Elezioni 2013. Se il battito di ali di una farfalla può provocare…..)


16 febbraio 2013

(10)ELEZIONI 2013. SE IL BATTITO D’ALI DI UNA FARFALLA PUO’ PROVOCARE ALTROVE UN TERREMOTO, COSA FARANNO LE ALI DI UN GRILLO ALLA FINANZA GIAPPONESE?

Febbraio (10)
Introduzione alla lettura
16/02/13




   
    Si lo ammetto non mi fornisco più dallo stesso pusher e si vede, ma io credo che Grillo rappresenti, del tutto inconsciamente, il detonatore che può far saltare l’economia, e quando lo affermo non mi riferisco alla situazione italiana in particolare. Dicono che il battito delle  ali di una farfalla possa provocare disastri in posti lontani. Sarà vero? In parte si. Tutti i fatti che accadono nel mondo sono correlati. Cosa accadrebbe allora all’economia giapponese in presenza delle ali di un ben più pesante italico Grillo? Io credo che l’economia mondiale non sia messa bene, che la sua crisi è sistemica; aspetta solo, magari inconsciamente, il detonatore che faccia brillare gli enormi quantitativi di “esplosivo economico” follemente accumulati in tutti questi anni. Il Giappone per esempio. In questi ultimi trent’anni ha più che raddoppiato i suoi debiti, pur in presenza di un boom economico mondiale come mai prima. Nell’East del mondo ci sono stati fenomeni economici che corrispondono al nome di Cina e India, e il Giappone lì a fornire macchinari, macchine, costruire fabbriche nei due paesi, e tempestare di proprie automobili tutto il mondo conosciuto. L’assurdo sta che nel fare questo ha visto l’esplosione del suo debito, e non al contrario la sua riduzione, e ora che tutti i paesi hanno grossi problemi il Giappone per tenere lo stesso tenore economico magari si indebiterà ulteriormente. Vi sembra possibile? La colpa di questo non è certo di Beppe Grillo ma basterà solo qualcuno che cominci a urlare che il re è nudo e tutto verrà giù…..

7 febbraio 2013

(09) SILVIO IL PROMETTUN PARLA E LA BORSA CROLLA.

Febbraio (09)
Introduzione alla lettura
05/02/13


 SILVIO IL PROMETTUN PARLA E LA BORSA CROLLA.

     Il lupo perde il pelo ma non il vizio e il promettun nazionale conosce bene gli imbecillissimi abitanti di Stivalia, tanto “intelligenti” da bersi qualsiasi sciocchezza (non solo made in Silvio purtroppo). Ma la borsa no, da maledetta “comunista_” qual’è ogni volta che Lù , il padrun de quasi tut, fa delle promesse, improponibili economicamente per le esauste casse dello Stato, lei la sovversiva crolla, o se crolla. Ieri ha perso solo il 4,50% e lo spread (il differenziale tra quanto deve pagare lo stato italiano per gli interessi e quanto paga lo stato tedesco) è risalito da circa 260 a 286, una bazzecola solo il 10% di aumento.
    Questa mattina un ulteriore aumento fino a 292, in attesa di qualche altra sciocchezza dal pifferaio bancarottiere di turno.

                                                                   Paolosenzabandiere

4 febbraio 2013

(08) BERLUSCONI, MUSSOLINI E GLI EBREI. LA STORIA MAI RACCONTATA DEL GIUDA CHE VENDETTE GLI EBREI FASCISTI AI NAZISTI.

Febbraio (08)
Introduzione alla lettura
02/02/13



     Ci risiamo. Il Berlusca puntualmente ci ricasca. Ogni tanto si addormenta e poi straparla  senza neanche verificare prima la platea a cui si rivolge. Quando ha sonno il genio della comunicazione fa delle gaffe mostruose. Parlare di Mussolini come grande statista, con l’unico neo delle leggi razziali, in una assemblea dove si ricorda la shoah non è proprio il massimo.  Ma qui non mi interessa parlare dei disastri provocati dal capo del fascismo, non mi interessa confutare le argomentazioni “del duce che ha fatto tante opere pubbliche”. E ci mancherebbe che non le avesse fatte! Uno che aveva poteri assoluti! Devo ricordare ai nostalgici che un certo Roosvelt, con il New deal, di opere pubbliche ne ha fatte un po’ di più? Che le pensioni le istituì prima del fascismo,  senza pensare minimamente di costringere il suo paese nel tunnel nero della dittatura? Ma proprio partendo dalle tesi ridicolarmente giustificazioniste che tendono a banalizzare le leggi razziali come un errore, da paolosenzabandiere quale sono oggi mi preme raccontare una storia che nessuno ha mai voluto focalizzare fino in fondo,  e che riguarda un dramma vissuto all’interno del partito fascista per il tradimento del duce nei confronti dei camerati ebrei che lo avevano sostenuto dalla prima ora. Questa è la storia, del tradimento appunto,  del capo del fascismo come prezzo per ottenere l’alleanza con la Germania nazista. La cosa è stata sottaciuta dai più per convenienza politica di entrambi gli  schieramenti. Definire fascisti molti ebrei di allora oggi certo non piace a chi dell’antiebraismo nazi-fascista ha fatto la sua bandiera. E anche agli altri piace nascondere le assurde parti in commedia che la storia ha assegnato loro. Per questo gli ebrei non ne hanno mai parlato  o lo hanno fatto malvolentieri, e anche chi si contrappose al fascismo ha sempre avuto problemi  a farlo. Io non sono uno storico ma di fascisti ebrei ne ho conosciuti personalmente qualcuno e di molti ne ho letto.  Gente che si è vista crollare il sogno di una vita, e che poi ha vissuto il resto dei loro giorni con lacerante e pungente disincanto, se sono sopravissuti all’olocausto. In quell’epoca ci furono, e come potrebbe essere altrimenti, ebrei che si opposero al fascismo. Umberto Terracini fu tra i fondatori del partito comunista, ma è certa, preponderante, la simpatia di gran parte degli ebrei, per una serie di ragioni che cercherò di spiegare, con il nascente regime fascista. Ma trovarono nel capo del fascismo il Giuda che li vendette al nazismo per trenta denari, per compiacere la follia del fuher e il suo ridicolo antisemitismo….. 


30 gennaio 2013

(07) MPS - ABI. BANCHIERI O BANCAROTTIERI?

Gennaio (07)
Introduzione alla lettura
28/01/13

     Le pagine di cronaca sul caso Mussari sono quanto più di vergognoso sia accaduto ai vertici bancari in questi ultimi anni. Se un bancario avesse fatto un milionesimo dei danni provocati da questi signori non solo sarebbe stato licenziato senza pietà, ma un branco di avvocati famelici, sguinzagliati dalle banche,  avrebbe cercato di toglierli tutto, fino all’ultimo euro. Invece in queste storie di dirigenza bancaria lor signori cadono sempre in piedi, e senza problemi, se non facesse cucù quella ficcanaso di magistratura. Ve lo ricordate il Profumo amministratore delegato che fece perdere all’Unicredit miliardi e miliardi di capitalizzazione, un crollo da oltre 7 euro a ben meno di 1 per azione, per avergli fatto comprare banche dell’est europeo a prezzi di affezione? A suo modo fu sincero ed onesto. Disse che lui la crisi non l’aveva proprio vista arrivare. Evidentemente comprendere il grado di parossismo, di riscaldamento dell’economia è compito di chi partecipa alla prova del cuoco e non di chi è ai vertici di una grande banca. Gli azionisti dell’Unicredit la pensarono diversamente, ma poco poco diversamente, visto che lo allontanarono dalla carica premiandolo però con un ricca liquidazione di 38 milioni, si 38 milioni di euro!!!.....*(vedi nota)

20 gennaio 2013

(06) SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE NAPOLITANO – GIUDICI DI PALERMO. DA REPUBBLICA PRESIDENZIALE A MONARCHIA ASSOLUTA?

Gennaio (06)
Introduzione alla lettura
19/01/13







    Sullo scontro Napolitano - giudici di Palermo ci sono da aggiungere alcune cose considerando che la Corte Costituzionale, richiamandosi all’art. 271 del c.p., impone ai giudici palermitani di distruggere i nastri delle telefonate registrate intercorse tra il Mancino, che cercava soluzioni ai suoi problemi giudiziari riguardanti la trattativa tra Stato e mafia, e il presidente Napolitano. L’articolo 271 in pratica recita che non possono essere usate le intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni di alcune categorie, dai ministri di culto, ai commercialisti, ai medici, ecc., “quando hanno a oggetto fatti conosciuti per ragione del loro ministero, ufficio o professione, salvo che le stesse persone abbiano deposto sugli stessi fatti o li abbiano in altro modo divulgati”. Ma nell’articolo in questione mai viene menzionata una figura istituzionale pubblica, dal singolo ministro in su, a cui applicare la legge. Tra l’altro l’applicazione a mio parere forzata dell’articolo 271 del c.p. alla figura del Presidente della Repubblica, va a stridere con alcuni articoli della Costituzione stessa che sono ben più pertinenti al suo ruolo. L’art. 90 della Costituzione recita: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tal caso è messo in stato di…..”. E’ del tutto evidente e implicito che reati compiuti non “nell’esercizio delle sue funzioni” sono ovviamente perseguibili come fosse un normale cittadino. Questi possibili reati “personali” o i reati contemplati esplicitamente dall’art. 90 non possono certo essere perseguiti intercettando volontariamente il Presidente della Repubblica,  ma qualora emerga, intercettando terzi per reati che li riguardano, che il Presidente abbia commesso  a sua volta reati, quelle intercettazioni devono essere usate per evitare che la Repubblica Italiana si trasformi in una  monarchia assoluta, con il monarca a cui tutto è permesso e che non può essere per alcun motivo perseguito…..



14 gennaio 2013

(05) SANTORO E TRAVAGLIO. SILVIO SENTITAMENTE RINGRAZIA.

Gennaio (05)
Introduzione alla lettura
12/01/13

     È quasi il caso di dar ragione a Grillo, in televisione non ci si va perché li i vecchi marpioni ti stritolano. Prima della apparizione televisiva di Silvio Berlusconi, Lù il padrun de quasi tut, a Servizio pubblico, ragionavo sul perché il “nostro” eroe avesse deciso di andare, e purtroppo la risposta che mi davo non mi tranquillizzava affatto. Anche un politico alla frutta non andrebbe mai in una trasmissione televisiva in cui potrebbe essere fatto a pezzi. Paventavo, giuro, un signore che volesse buttarla in rissa e/o che tenesse in serbo qualche dossier da usare contro i suoi avversari. È successo di peggio. Alla luce di quanto accaduto si potrebbe concludere che la trasmissione fosse “acchittata” (termine romano con cui si definisce una combine malandrina per far concludere una partita con un risultato prestabilito, per trarne un vantaggio economico) ma non è così, è solo la semplice, ridicola, spocchiosa sicurezza di sé che pervade tutta una serie di personaggi che combattono Silvio Berlusconi sottovalutandolo costantemente ed essendo, da questo genio della comunicazione, puntualmente stritolati. Ve la ricordate la gioiosa macchina da guerra di Ochetto? Il dibattito politico dovrebbe essere la capacità non di convincere i tuoi ma al contrario il seminare il dubbio nello schieramento avversario. Purtroppo molti radical chic, che non sanno comunicare alla gente, tanto sono pieni di se, queste cose non le comprendono, o non vogliono usarle, tanto pensano eccezionale il loro pensiero, e puntualmente vengono battuti da chi la comunicazione la usa in maniera geniale.  Sono vent’anni che ce la meniamo con il conflitto di interessi che a chi vota per Lù, non è mai interessato e oggi che gli stessi elettori del piddielle hanno motivi di avercela a morte con il loro “conductator” che facciamo? Ma è chiaro, un bell’accorduccio con il nostro eroe per non parlare dei suoi processi  e per dargli degli spottoni che neanche la lavagna del miglior Vespa…..

10 gennaio 2013

(04) ALEMANNO, VELTRONI, RUTELLI E LE COGLIONEIDI DELLE TARGHE ALTERNE.

Gennaio (04)
Introduzione alla lettura
10/01/13

    Altro che odissea, queste sono vere e proprie coglioneidi che da 20 anni i sindaci di Roma propinano ai propri sudditi (come chiamarli altrimenti?) che evidentemente, come un tappo andato a male, hanno un non lieve sapore di idioti, che tutto si bevono. Puntualmente i nostri sindaci, i difensori della nostra salute (sic!), ci propinano a gennaio le targhe alterne perché i livelli di inquinamento atmosferico sono diventati intollerabili. Questo per un marziano potrebbe essere una validissima giustificazione, ma basta avere presente alcuni punti fermi e si comprende benissimo che le cose non stanno così. L’inquinamento da mezzi di locomozione raggiunge il picco quando questi mezzi vengono usati in massa e non quando, causa mancanza di soldi, molti automobilisti sono costretti a lasciarli fermi a casa. I sindaci sono obbligati, per legge, a bloccare il traffico quando lo smog raggiunge certi livelli, il farlo, in malafede, in differita, li rende responsabili di un grave attacco alla nostra salute…..

7 gennaio 2013

(03) BOATENG E LE CURVE IMBECILLI

Gennaio (03)
Introduzione alla lettura
06/01/13


     A Como il campione del Milan stufo dei continui buu razzisti contro di lui, portati avanti da un centinaio di tifosi della Pro Patria, calcia fuori il pallone e smette di giocare tra la solidarietà dei propri compagni. A Roma gli uomini delle tenebre fanno uh, uh scimmieschi, continui, mirati, nei confronti del giocatore cagliaritano Ibarbo, non tenendo in nessuna considerazione che nella Lazio, società che ha una storia gloriosa che è l’antitesi del razzismo pataccaro di questi signori, giocano anche giocatori di colore. Tutto questo contro la volontà della maggioranza dei tifosi laziali che per questo li fischiano. Ma gli idei non amano gli imbecilli e per irriderli pensano bene di…..  

(02) I VOTI CHE SPOSTA LA TELEVISIONE.



Gennaio (02)
Introduzione alla lettura
05/01/13


     Sentire politici, direttamente interessati al problema, dichiarare che la televisione non sposta voti, quando passano la loro vita alla ricerca affannosa di una trasmissione televisiva, può far sorridere. Ma sentire dei giornalisti, che dovrebbero essere obbiettivi, sostenere le stesse cose mi fa arrabbiare tantissimo, conscio di essere in presenza di un giornalista furbo o semplicemente imbecille. Ovviamente l’intervento metodico di un politico in televisione non sposta una quantità massiccia di voti ma quanto basta, a volte, per vincere le elezioni. Eclatante su questo argomento quanto avvenuto in questi ultime settimane televisive. La presenza massiccia degli esponenti del piddì in televisione per le primarie ha portato le preferenze per quel partito oltre il 30%.  La successiva massiccia presenza del Berlusconi, Lù il padrun de quasi tut, ha successivamente ridimensionato il fenomeno del piddì facendo riguadagnare posizioni al piddielle…..