17 luglio 2013

(44) LA GIUSTIZIA POCO PROFUMATA CHE NON ARRESTA GLI ASSASSINI

Luglio (44)
Introduzione alla lettura
17/07/13
.

     

     Poco tempo fa un signore viene fermato dai carabinieri. Multato per girare in macchina con un solo faro incomincia a prendere a male parole il suo paese definendolo “paese di merda”. Lo fa, e questo è un paradosso, nel momento stesso che lo stato italiano, rappresentato dai due carabinieri, lo sta multando, e giustamente, perché va in giro con una macchina mezza cieca. 

 

     Ovviamente il signore di 71 si sentiva un perseguitato. In Italia non funziona nulla e questi invece di arrestare malavitosi, politici corrotti,  e bla bla bla bella se la prendono con me che vado in giro con un solo faro. Come tutti gli italioti, un po’ lo siamo tutti, visto i gravi problemi in cui versa il paese (a quante organizzazioni mafiose siamo arrivati escludendo mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona unita?) vedere qualcuno in divisa che ci multa per aver fatto qualcosa che non avremmo dovuto fare, la riteniamo comunque una profonda ingiustizia. Punire la nostra piccola infrazione con tutto quel po’ po’ di reati….. I carabinieri non gliela passano liscia e viene denunciato e condannato in Cassazione per vilipendio alla nazione. Ma il signore in questione ha proprio torto nel sentirti un perseguitato?

 

     È di ieri la notizia che a Roma un gip non ha arrestato un signore che al telefono, con un funzionario del comune di Roma si vantava di una seri di omicidi, con la frase “ …..quelli che avemo ammazzato…..l’urtimi) per il semplice motivo che l’intercettazione di quell’utenza telefonica era stata predisposta e poi prorogata fino al 1 giugno 2013, alle ore 13,30. Purtroppo i solerti funzionari di polizia continuano ad ascoltare senza più autorizzazione e nella successiva telefonata, dalle ore 13,50 alle ore 15, dello stesso giorno, l’ammissione di cui sopra.

 

     Questa viene considerata dal gip una prova insufficiente o  inutilizzabile. Quando i tecnicismi della legge sono più forti  della stessa ricerca della giustizia! Non so se il signore del “faro cieco” abbia letto di quest’ultima notizia ma se ne fosse a conoscenza come pensate possa averla presa? Io mi sento di dire che siamo in presenza di una giustizia “profumata” d’ingiusto.

 

                                                         Paolosenzabandiere

 


    

16 luglio 2013

(43) LA LEGGE DI DARWIN E LE TEORIE DEGLI IMBECILLI.

Luglio (43)
Introduzione alla lettura
09/07/13
 

    Nella nostra vita dovremmo avere pochissime certezze e molti dubbi. Al contrario l’uomo, animale che si spaccia per intelligente, riesce a risolvere i mille dubbi che la vita gli pone capovolgendo genialmente lo stato delle cose. Così le mille strampalate teorie degli imbecilli che popolano il suo mondo diventano leggi e le poche vere leggi che dovrebbero essere evidenti, sotto gli occhi di tutti, diventano quasi “astruse teorie”. 

     La religione, in questo aiuta come non mai. Quanti combattenti per la cristianità ci sarebbero stati se non fosse stato assicurato loro il paradiso, e quanti martiri  musulmani sarebbero morti da martiri, appunto,  se non fosse stata garantita loro la vita eterna, e con 120 vergini per giunta. Avremmo certamente un mondo migliore se ogni uomo fosse conscio dell’irripetibilità della sua unica  vita e allora per i pochi furbi che campano, e alla grande, delle imbecillità dei molti imbecilli, verrebbero tempi grami. 

     Ma non è il caso che questa elite di mascalzoni si preoccupi. Ve le ricordate le dotte scimmie, così piene delle loro ridicole certezze a discettare di terra piatta, di sole che le gira intorno e perché no del sesso degli angeli, argomento questo si  celestiale!, e di tante altre belle stupidaggini! E via di tortura o fascina, o di entrambi, a chi obbiettava qualcosa, soprattutto se diceva cose vere. 

     Ma oggi il mondo è cambiato sproloquiano i senza storia che non riescono a guardare oltre il proprio naso, queste cose non accadono più, mentre pieni di altrettante ridicole certezze, maledicono verità evidenti, clamorose, che il loro meraviglioso cervello rettilineo, non riesce, non può comprendere. 

     E così in un mondo dove si potrà discutere, e inutilmente, sull’esistenza o meno di Dio per millenni, qualcuno definisce ancora una teoria quella a suo tempo fu una splendida e geniale intuizione del naturalista Charles Darwin. Quella dell’evoluzione, che era allora una teoria appunto, valida ma pur sempre teoria, è diventata nei decenni, negli oltre 150 anni dalla sua enunciazione una vera e propria legge, considerando che sono stati trovati quasi tutti gli anelli mancanti che ne supportano la veridicità. Tenerla nel limbo della teoria significa permettere ad azzeccagarbugli fomentatori di religioni assurde, di poter controbattere, con teorie antiscientifiche, ad una evidente verità. 

     Come dare stessa dignità alla legge di Darwin sull’evoluzione della specie e a coloro che spiegano la creazione del mondo con la Bibbia, mi è di difficile comprensione, considerando che quel libro racconta una brutta favola in cui tutto è stato creato in sette giorni poco più di 5700 anni fa. Un libro che per l’evidente ignoranza di chi lo ha scritto, nel senso letterale che ignorava, non racconta nulla della vera età della terra e dei dinosauri,  e cosa ancora più grave un libro a cui è stato permesso, colpevolmente, di essere alla base dell’educazione di milioni, miliardi di bambini nel corso dei secoli.

 

                                                          paolosenzabandiere

8 luglio 2013

(42) LE DOTTE SCIMMIE CHE DISATTENDONO LA COSTITUZIONE

 Luglio (42)
 Introduzione alla lettura
 05/07/13.

 

    Non ci dovrebbe essere un post più sintetico di questo. Nel titolo c’è tutto, ma siccome la stragrande maggioranza degli italioti per furbizia partigiana, per collusione partitica o per purissima, cristallina imbecillità, non comprende o non vuole comprendere l’evidenza dei fatti, mi trovo costretto  a parlarne in maniera ampia. Dicono che bisogna essere molto sintetici nello spiegare le cose ma io ritengo che esporre in maniera sintetica argomenti complessi sia nelle esclusive capacità di chi non comprende l’argomento di cui la sua bocca parla. Ed è un fenomeno molto presente nella razza umana, lo chiamano il parlar del nulla.

 

     L’offesa alla Costituzione italiana, e ad uno dei suoi articoli fondanti, è così evidente, quasi disperante, perché a disattenderla non sono solo coloro che vogliono trarne un “anticostituzionale vantaggio personale”, o farlo comunque per qualcuno a loro caro, ma anche le vestali, anche i cavalieri senza macchia e senza paura così pronti a difenderla a parole ma che poi nei fatti, colpevolmente, accettano che in un modo o nell’altro sia stravolta, accontentandosi che la forma, solo la forma sia salva.  Ovviamente  ci sono molti articoli della Costituzione che sono diasttesi ma in questo post parlo del “tristemente” famoso articolo tre della Magna Carta che così recita: “…..tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge…..”.

 

     Puntualmente c’è qualcuno che si confeziona delle leggi, per il proprio ruolo di potente, per evitare, allontanare da se, i procedimenti penali a suo carico, accampando motivazioni per le quali il suo ruolo è un ruolo diverso e, puntualmente le leggi che lui fa emanare pro domo sua, dai suoi governi, vedono l’interessamento della Corte costituzionale che interrogata sulla costituzionalità sentenzia dichiarandole poi anticostituzionali. Ma si sa che lo fa come tanti tecnici preparati, anzi preparatissimi, che vivono però sulle nuvole del  loro sapere e non scendono mai  a terra. Nessuno si accorge quindi che con questi giochini, tra legge che sospende di fatto l’operato della magistratura, interrogazione alla Corte costituzionale, istruttoria, dibattimento e sentenza, se ne vanno almeno due anni.

 

     Se moltiplichiamo il tempo perso per due leggi ad personam successive, arriviamo ad oltre quattro anni. Senza che nessun giudice,  la magistratura che interroga e la Corte costituzionale che sentenzia, abbia compreso che nel frattempo il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini davanti alle leggi se né andato a farsi fottere, visto che il suo processo, il processo del  signore in questione, nei fatti durerà molto meno di cinque anni effettivi.

 

     Questo perché a quanto detto bisogna aggiungere un altro bel problema. La carica di Presidente del Consiglio, in una magistratura che vuol combattere il reato ma che nei fatti sente molto il fascino del potere stesso, permette a questa classe politica una cosa che nella Costituzione non sta scritta in nessuna parte. Stante l’importante ruolo svolto dal Presidente del Consiglio gli si permette di rinviare i suoi processi per mesi, anni, accampando giustificazioni che hanno a che fare con il suo ruolo istituzionale. Quindi una volta non può assistere ai processi per una riunione di Governo, un’altra per un dibattito parlamentare ed un’altra ancora per rappresentare il governo e un’….. In qualsiasi paese un accusato dalla magistratura sarebbe stato costretto a dimettersi dall’incarico istituzionale, qui addirittura guide rosse e processi brevissimi.

    

      In Italia si è permesso che questi processi avessero di fatto una “prescrizione veloce” che peraltro un cittadino che voglia vedere trionfare la sua onestà, dovrebbe rifuggire come la peste e non accettare inspiegabilmente. Per comprendere l’assurdo di queste dilazioni sarebbe come se ad un imputato normale, un muratore per esempio, fosse permesso, reiteratamente, dal tribunale che lo sta giudicando, di adottare giustificazioni che ne blocchino nei fatti il processo perché un giorno deve alzare un muro, e un altro comprare mattoni o preparare il cemento, ecc..

 

     Ovviamente in un paese dove le leggi, a cominciare da quella costituzionale fossero fatte per assicurare all’imputato una giusta difesa ma anche per assicurare chi le infrange alla giustizia, avremmo regolamentato tante cosine, allungando i tempi di prescrizione per tutto il tempo perso.     Qui invece tra Dotte scimmie che usano le leggi per salvare il potente di turno e altrettanto Dotte Scimmie che parlano di giustizia e leggi senza comprendere  cosa dicono, sproloquiando su virtù taumaturgiche di una Costituzione di belle intenzioni ma di nessun costrutto, ci ritroviamo una magistratura cha anche nelle migliore intenzioni si ritrova a sancire di fatto l’ineguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. In barba ai dettami costituzionali.

 

                                                                 paolosenzabandiere

 

 

 

2 luglio 2013

(41) LE VERITA’ DI RIINA E LE VERGOGNE DEGLI ALTRI.

                                                                  Luglio (41)
                                                     Introduzione alla lettura
                                                                   02/07/13




     Ci volevano le dichiarazioni di Totò Riina per comprendere che lo stesso non era stato catturato dai carabinieri ma “consegnato ai carabinieri” da Provenzano e Ciancimino? E cosa dire dell’agenda rossa di Borsellino. Riina è un personaggio potente ma al contempo semplice. Per lui quando si cerca qualcosa la si deve chiedere a l’ultimo che l’aveva “in mano”. “L’agenda rossa di Borsellino? Chiedetela a chi aveva in mano la sua borsa”.
     Totò Riina dice anche, ed è una dichiarazione ovviamente interessata, che:  “La vera mafia  in Italia sono i magistrati ed i politici che si sono coperti tra loro scaricando ogni responsabilità sui mafiosi”. Purtroppo le sue affermazioni hanno una dose di verità.
     Totò Riina è una persona potente ma semplice e per questo arriva al cuore del problema. Solo i comportamenti collusivi presenti all’interno delle istituzioni, sommati a quei personaggi apparentemente senza macchia e senza paura che quanto meno si comportano come dei perfetti imbecilli che non si fanno mai domande, hanno permesso questo scempio della legalità e di una verità altrimenti così evidente a tutti
                                                             Paolosenzabandiere



26 giugno 2013

(40) BERLUSCONI. QUANDO PER SALVARSI DA UN PICCOLO REATO SE NE COMMETTONO DI BEN PIU’ GRAVI.

Giugno (40)
Introduzione alla lettura
25/06/13

 
 
     Se la sentenza sul caso Ruby sarà confermata anche in Appello e Cassazione questo processo entrerà a pieno diritto nella storia come il processo in cui un signore, per difendersi da un piccolo reato, questo è l’accusa che gli poteva essere inizialmente fatta, entra in un finale wagneriano, vittima di un crescendo di onnipotenza pataccara ma non per questo meno odiosa, dove tutti è tutte sono stati servilmente pronti a soddisfare e giustificare ogni suo desiderio, non accorgendosi, anche chi lo  dovrebbe tecnicamente consigliare, che il reato iniziale era appunto nulla di fronte ai comportamenti messi in atto per tentare di nasconderlo.
 
     Da un reato quasi da nulla, anche se moralmente riprovevole, considerando che per i giudici milanesi il Berlusconi è stato sì con una minorenne, ma comunque con una minorenne  già abbastanza esperta, certamente non una ragazzina indifesa, si è arrivati a comportamenti che se provati potranno essere per lui e per il suo entourage molto più forieri di conseguenze negative.
 
     Forse qualcuno ha consigliato male l’ex presidente del Consiglio ma è del tutto evidente che se i giudici, in tutte le istanze processuali riterranno che Berlusconi abbia corrotto diversi testimoni per far loro testimoniare il falso, come sostiene la Bocassini, i reati perpetrati per nascondere il primo, sono appunto ben più gravi. La linea difensiva del nostro si avvale di testimonianze di persone che negano che ad Arcore si siano svolti fatti di cui però accennano in alcune loro telefonate,  dando anche dei consigli operativi su come ci si doveva comportare. Diciamo una linea di difesa muro contro muro che non so quanti  studi legali sarebbero stati disposti a praticare e che, se sconfitta su tutta la linea, può produrre macerie per chi l’ha praticata.
 
                                                          Paolosenzabandiere
 
 
 

23 giugno 2013

(39) POCHI ANGELI SILENTI NON INGENTILISCONO UNA SAVANA PIENA DI SCIMMIE.

Giugno (39)
Introduzione alla lettura
 23/06/13




     Ditemi in quale pianeta dell’universo scenderebbero in piazza un milione di persone a difesa di un governo che voglia tagliare un parco al centro della città per farci un centro commerciale? Dicono che il male comune sia mezzo gaio ma non è cosi, e non è certo il massimo scoprire che oltre al tuo paese c’è ne è un altro, ce ne sono altri,  disposti a deturpare le proprie bellezze naturali,  per costruire mattoni su mattoni. Chi glielo dice alle dotte scimmie che ci mal governano che le speculazioni edilizie in un paese che dovrebbe vivere di turismo sono un’aberrazione. Chi glielo dice alle dotte scimmie che sono governate che la loro vita, quella dei loro figli, non dipende dalla costruzione di centri commerciali, ma dal riconoscere che la natura e i nostri antenati ci hanno lasciato un patrimonio che se rispettato darà da vivere a tutti.

     Io credo che nei tanti paesi dove vivono le scimmie della savana queste applaudano sempre il demagogo di turno, sia solo uno spacciatore di anticomunismo in difesa dei suoi loschi interessi o  un esaltatore di motivi religiosi pro domo sua. È per questo che stavolta quello che non succederebbe su nessun pianeta della galassia è successo in Turchia. Un milione di persone in difesa di un signore che al centro di Istambul ha progettato  di eliminare “solo” 600 inutili e sporchi alberi per metterci un pulitissimo centro commerciale. Bisogna dire che il premier Erdogan ce la mette tutta a vincere il primo premio per il primo paese della savana. Neanche su Stivalia avrebbero pensato osare  tanto. O forse ci hanno dato l’idea? Se al posto di Villa Borghese, cosi piena di insetti, costruissimo…..

     La follia di un uomo non è più tale quando milioni di persone lo appoggiano e questo purtroppo ce lo dice anche la storia. Non bastano neanche centinaia, migliaia di angeli silenti, a trasformare un paese di scimmie delle savana in un paese di uomini liberi.

                                                                  paolosenzabandiere



20 giugno 2013

(38) MOVIMENTO CINQUE STELLE. TRA DEMOCRAZIA REALE E UN PIZZICO DI POLPOTTISMO

Giugno (38)
 Introduzione alla lettura
 16/06/13
 
 
.
     Personalmente ho votato per il movimento 5 stelle e dopo lo straordinario risultato delle elezioni politiche mi sono trovato d’accordo su tutte le decisioni prese, prima tra tutte quella di non partecipare ad alcuna forma di governo con uno dei partiti (il piddì) che di questo sfascio politico ed economico è quantomeno corresponsabile. Ritengo che da questa crisi non se ne esce, o meglio se ne esce solo creando un mondo diverso, più sostenibile, solidale, eliminando queste enormi, violente disparità, di classe e generazionali, che sono alla base di questo disastro economico. In questa luce è ovviamente comprensibile come non sia possibile qualsiasi forma di governo con partiti che queste difficoltà hanno appunto contribuito a formare.
 
     Credo che il M5S stia attraversando una crisi di crescita dovuta soprattutto all’impreparazione della sua giovanissima, inesperta, classe politica. Tutto bene dunque? Non proprio. Il M5S è l’esempio più eclatante di quell’eccezionale tentativo di creare quella democrazia di base, dove uno vale veramente uno, che però proprio per il suo successo ha bisogno di un profondo rispetto di tutti coloro che all’interno del movimento portino avanti delle critiche  non strumentali.
 
     Mi spiego. Se qualche neo parlamentare, attratto dal lauto stipendio, decide di trovare pretesti per rompere con il movimento, per tenersi tutta la diaria, è un conto. Ovviamente la sua espulsione è sacrosanta, ma non può essere cacciato qualcuno perché critica qualcun altro, foss’anche il facente funzione di leader maximo, ritenendolo responsabile di una debacle elettorale. Si può discutere se la responsabilità di quanto accaduto con le amministrative sia colpa di Beppe Grillo, ma certo scendere in alcune città della Sicilia da oltre il 20% al 3%, qualche elemento di autocritica dovrebbe attivarlo. Il voler cacciare ogni persona che porti avanti critiche alla strategia del movimento è, questo si, un comportamento pericoloso.
 
     La democrazia di base per essere e rimanere tale, pur nel riconoscere il diverso spessore delle persone che partecipano al movimento (ed in questo Beppe è unico, e il M5S non dovrà smettere mai di essergli grato), non può prescindere da quella che dovrebbe essere la sua unica legge sacra, inviolabile. Quell’uno vale uno che non può avere deroghe, neanche se riguardano il suo fondatore/ideatore, pena il trasformare uno stupendo tentativo di democrazia di base  in un accrocco che prima o poi partorirà mostri, come è sempre successo a quei movimenti politici totalitari dove il fondatore ha sempre ragione ed ogni opposizione spazzata via. 
 
    Un esempio della pericolosità di cosa significa l’intolleranza verso ogni forma di dissenso è data dalla particolare forma di violenza verbale presente in parte della rete e in alcuni deputati. Definire, come fa Manlio Di Stefano, tossici i comportamenti di chi dissente, auspicandosi che se ne vadano o vengano cacciati dal movimento, mi fa rabbrividire. Neanche Giovannardi, il paladino delle divise “prepotenti” sarebbe arrivato a tanto. Questi sono comportamenti loro si tossici, che la democrazia, soprattutto quella di base, non si può permettere.
 
     E visto che siamo in argomento mi preme da simpatizzante del M5S analizzare certe regole del movimento che personalmente mi suscitano forti perplessità e che a lungo andare possono far esplodere quegli elementi di polpottismo che personalmente intravedo e che sarebbero un dramma per il movimento e per l’Italia. Premetto che essendo tendenzialmente un anarchico che sa governarsi da solo ogni forma di potere, di carica elettiva, mi fa abbastanza schifo, quindi quello che dirò non è certo per la soddisfazione  di “bisogni personali” di poltrona, che non ho mai avuto e mai avrò.
 
     L’eccezionale ricerca di democrazia portata avanti dal M5S deve far comprendere a tutti, e a Beppe, per primo, che tra la democrazia di base,  e l’assemblearismo che tanti danni ha prodotto, ci sono delle assonanze che bisogna comprendere bene per combatterle. E nel movimento 5 stelle ci sono delle proposte che apparentemente sono state pensate per evitare che i cittadini facciano della politica una professione di cui profittare, ma che se portate al parossismo possono produrre risultati devastanti. Le leggi, soprattutto la legge delle leggi, quella che costituisce, fonda uno stato o un movimento, a quello stato o movimento dà l’impronta, sempre e comunque. Ovviamente una  legge delle leggi sbagliata produrrà effetti altrettanto sbagliati.
 
    Entriamo nel merito. È giusto che un cittadino eletto a fare, che so, il sindaco, porti a termine il suo mandato, senza pensare di rilanciarsi a fare altro, nei 5 anni in cui è stato eletto. È altrettanto giusto che in quella carica ci stia per un massimo di due mandati per evitare l’insorgere di situazioni di potere pericolose per il buongoverno della città. Ma pensare di mandare a casa dopo due lustri un genio della politica, dopo che ha gestito in maniera eccezionale le giovani marmotte, il condominio e il consiglio circoscrizionale, poco più che ventenne, lo trovo assurdo. Mettiamolo a fare altro ma se ha l’estrema capacità di risolvere i problemi del paese e della gente non può essere messo da parte per esaltare un pericolosissimo egalitarismo di facciata (vedremo meglio poi perché pericoloso).
 
     È sempre nel solco di non formare professionisti della politica che si è deciso che i portavoce parlamentari del movimento siano in carica per soli tre mesi. Però questa ricerca parossistica di “cittadini” parlamentari che siano in carica per soli tre mesi porta che nessuno svetti e prenda il sopravvento sugli altri, ma ha delle controindicazioni grosse come una casa, devastanti. Innanzitutto può permettere che in quella carica vadano anche imbecilli e la democrazia non può mai permettersi imbecilli sul ponte di comando. Ovviamente se tutti i cittadini parlamentari sono uguali ed intercambiabili, nei fatti non insostituibili, e noi sappiamo che non è così, chi con non chalance, magari perché è il “socio fondatore”, tiene le chiavi, le redini del movimento, magari solo perché moltissimi militanti gli sono grati per quello che ha fatto loro, ha il potere sullo stesso. Domanda cosa succede se il signore in questione impazzisce e comincia a sbagliare, visto che ci sono parlamentari, così grati di esserlo per sua volontà,  che sono pronti a cacciare tutti i tossici che lo criticano? Dove va a finire la storia che uno vale uno, e dove va a finire la democrazia. Ma con Beppe non succederà mai! Lo spero ma tutti dovremmo sapere che una regola sbagliata prima o poi produrrà risultati sbagliati e una regola che permette a qualcuno di avere nei fatti, se non nella forma, più potere, prima o poi potrà essere usata in maniera sbagliata?
 
     Questo non significa certo che non debbano esserci delle regole  considerando soprattutto la voluta brama profittatrice dei mascalzoni che ci hanno mal governato, ma allora c’è bisogno di leggi che controllino che tutti, anche i più intelligenti e bravi non si approfittino del loro ruolo per fini personali, ma non c’è certo bisogno di  un mostruoso mondo livellato in cui tutti abbiano la stessa altezza, con l’ovvietà estrema di questa teoria polpottiana di aggiungere qualcosa ai troppo bassi e tagliare  ai troppo alti. Chi si ricorda che fine facevano coloro che portavano gli occhiali in Cambogia? Come detto ogni legge fondante di uno stato, di un movimento poi li modella per quello che si è seminato e questo estremo appiattimento comunitario alla lunga non può che generare mostri, proprio l’esatto contrario di quella democrazia che si voleva, con quelle regole, coltivare.
 
      Quello che è il mio più grande rammarico e che siamo, con questa crisi economica, ad un nulla dal spazzare via per sempre questa classe politica capace solo di inciuci sottobanco e di soddisfare i loro interessi personali creando con ciò solo problemi al paese, e che cosa facciamo? Lanciamo al paese il messaggio che chi non è duro e puro, chi critica è un tossico da allontanare senza comprendere che tra quei 9 milioni che ci hanno votato sono la maggioranza quelli sono esterrefatti per questi comportamenti. Mi sia consentita una forzatura, una cattiveria cercata che fa capire il mio disagio, quasi una battuta. Dire che ci dovrebbero ringraziare perché senza di noi ci sarebbe stata Alba Dorata va bene ma cerchiamo di non importarla noi…..
 
     Chiudo con una riflessione nel 2008 in uno dei miei primi articoli sull’argomento, in merito alla manifestazione del 25 aprile di Beppe a Torino chiudevo con: “Ma non sentite il vento (arrivare ovviamente!) e centocinquanta persone a sostegno di Beppe e per l’espulsione della senatrice Gambaro, praticamente un mega flop, non vi fanno sentire oggi il vento? Autocritica e togliamoci quell’idea balzana del chi non è con noi è contro di noi, che può portarci solo ad un suicidio politico  doppiamente criminale a pochi mesi dallo spazzare, democraticamente, s’intende, il fecciume che ci ha rovinato la vita non solo per perseguire i sui loschi interessi ma anche per la sua incapacità di governare gli eventi. Io i ladri ed gli incapaci li voglio mandare a casa o nelle patrie galere ma l’obiettivo si può raggiungere solo usando l’intelligenza.
 
                                                             Paolosenzabandiere
 
 
 

13 giugno 2013

(37) USCIRE DALL’EURO? LE FACILE RISPOSTE DEL VENDITORE DI TAPPETI DI SUCCESSO.

Giugno (37)
 Introduzione alla lettura
 10/06/13
 
 
 
     L’anziano venditore di tappeti ha visto praticare svalutazioni competitive dai molti governi che si sono succeduti alla guida del paese. In un paese indebitato come l’Italia questa è sempre stata la soluzione ai problemi, ma le cose non sono immutabili.
 
     Questo accadeva quando il problema di essere pieni di debiti e scarsamente competitivi riguardava un singolo paese. Lo si riteneva uno scapestrato che non sa controllarsi ma poi si accettava una svalutazione della sua moneta e si tenevano aperte le frontiere al libero scambio, considerando che gli altri paesi erano in buona salute e la libera circolazione delle merci conveniva a tutti.
 
    Oggi credo che la situazione sia cambiata. Non c’è un paese europeo che non sia fortissimamente indebitato. La stessa Krande Cermania ha un debito complessivo di quasi il 280% del pil rispetto al nostro 320/330% e chi pensa di poter scaricare i suoi problemi sugli altri credo che non abbia presente la situazione. Uscire dall’euro? Certo che si può ma da qui a pensare che poi gli altri siano disposti a prendere le nostre merci svalutate  e a chiudere le loro fabbriche per la nostra concorrenza ce ne corre.
 
     Molto meglio un governo che avesse le palle per decidere che per tot anni lo stato italiano non pagherà gli interessi sul debito ma rimborserà solo il capitale. Sarebbe molto più difficile cacciarci dall’euro e avremmo anche validi argomenti per  questa decisione. Quando un debitore arriva ad un’insostenibile situazione finanziaria non si può pensare che sia il solo responsabile. Il direttore di banca, la banca stessa, che per avidità di interessi, hanno contribuito a creare questa situazione esplosiva, perché non dovrebbero pagare in parte la loro politica fallimentare?
 
    Cosa fanno al contrario le nostre banche che hanno contribuito per la loro parte all’insorgenza di questa gravissima crisi? Stanno facendo il gioco della Krande Cermania. Prendono soldi in prestito dalla Bce  a basso costo e comprano titoli di stati italiani che gli vengono venduti da chi ne è pieno, alias banche francesi e soprattutto tedesche, pensando di guadagnarci visto gli elevati interessi. Cosa succederà quando il debito italiano sarà posseduto in gran parte solo da banche italiane? Provate ad immaginarlo.
                        
                                                                      paolosenzabandiere
 
 
 

 
 

5 giugno 2013

(36) CONTINUA L’ARTE DI MALGOVERNARE IL PAESE. I VECCHI DISOCCUPATI DI 25 ANNI E UN GIORNO.

Giugno (36)
 Introduzione alla lettura
 05/06/13
 
 

    È più forte di loro. A governare con criteri di equità, di giustizia, proprio non ci riescono. Il governo dell’ex democristiano Letta continua nel solco della tradizione. Anche quando cercano di prendere provvedimenti giusti riescono a farlo con forte dosi di iniquità.

 

    Non tutti ricordano i provvedimenti presi a favori dei cosiddetti “pensionati baby”, che hanno permesso, per decenni, a centinaia di migliaia, milioni di persone, di andare in pensione dopo 14 anni e sei mesi di ridicoli contributi versati nel pubblico impiego e di prendersi, meglio rapinare, un pensione per una cinquantina di anni, il tutto a danno delle future generazioni che verseranno, al contrario, contributi incredibilmente ben più pesanti, per 40/50 anni, e forse in pensione  non ci andranno mai.

 

    Prendere provvedimenti contro questa iniquità? Ma quando mai. I governi del tempo, con la complicità dei sindacati, li chiamavano diritti acquisiti, intoccabili e oggi che i soldi non ci sono più per nessuno, che si fanno manovre odiose per prenderli anche dalle tasche dei poveracci, si trova qualcuno che abbia voglia di sanare l’antica rapina? Che dica a questi rapinatori seriali andati in pensioni coscienti di fare la rapina del secolo di contribuire  che so’, con un 10/15% della loro ingiusta pensione, nel tentativo, solo nel mero tentativo di risanamento della finanza pubblica. Quando mai.

 

     Al contrario nel solco di una tradizione di iniquità, con migliaia di leggine, di provvedimenti ingiusti, presi molto volte in situazioni di emergenza, che hanno permesso nel tempo privilegi assurdi, questi signori, ieri come oggi, riescono a commettere   palesi ingiustizie sociali anche quando si cerca di affrontare situazioni straordinarie. C’è un problema di disoccupazione che non riguarda più solo i giovani, anche se la percentuale di non lavoro di chi si affaccia alla vita lavorativa è elevatissima? E come la si risolve? Facendo una leggina che permetta l’assunzione di tot persone al di sotto dei 25 anni di età!  E i vecchi disoccupati di 25 anni e un giorno. Loro possono tranquillamente restare nella cacca. Hanno pazientato tanto, possono pure pazientare tutta una vita, consci che la loro situazione non interessa a nessuno. Troppo vecchi per avere un lavoro e giovanissimi per sperare in una pensione.

 

                                                                  paolosenzabandiere

 


 

4 giugno 2013

(35) L’ESERCITO DI SILVIO, I GIORNALISTI E LE ELEZIONI.

Giugno (35)
 Introduzione alla lettura
 04/06/13
 
 
 
      Credo che quello che è accaduto in questi giorni, nel campo del piddielle sia di una chiarezza devastante e solo giornalisti idioti o complici riescono a nascondere, o non comprendere, l’evidenza dei fatti. La creazione a destra dell’esercito di Silvio, con la sua domandina di iscrizione (“ Io sottoscritto……dichiaro di volermi arruolare nell’esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la guerra dei vent’anni…..”), la dice lunga sul desiderio del nostro di sostenere per molto tempo il governo Letta.
 
     Personalmente ritengo che la creazione dell’esercito di Silvio sia di preparazione alla campagna elettorale del piddielle. È il loro tentativo di rispondere a quello che è successo durante il comizio di Berlusconi Silvio a Brescia, dove coloro che protestavano contro era tanti quasi quelli che erano venuti a sentirlo. Ed è ovviamente la preparazione a decine, centinaia di comizi fatti appunto per le elezioni.
 
     D’altronde la crisi economica incalza e nelle strategie del “Promettun” nazionale, nella sua devastante demagogia, non c’è posto per manovre finanziarie che pesino sulle tasche dei cittadini e poi siano determinanti, in negativo, per gli esiti elettorali.
 
     Se poi a questo aggiungiamo che le condanne nei tribunali, anche quelle definitive, stanno arrivando a sentenza definitiva, completiamo il quadro. Ovviamente non ci sarà un nesso immediato tra le sentenze definitive e la crisi di governo. Si aspetterà l’autunno e l’eventuale crisi di governo sarà fatta demagogicamente su qualche tema economico particolarmente sentito dagli elettori (definire questi ultimi cittadini mi sembra particolarmente impegnativo e immeritato).
 
     L’escamotage ventilato da qualcuno di fornire il nostro con un salvacondotto del tipo nominarlo senatore a vita, non credo che possa avere un duraturo successo e di poter mantenere in vita il governo. La crisi economica travolgerà ogni tentativo di ulteriore inciucio. Mi sbaglio? Vedremo…..
 
                                                           Paolosenzabandiere
 
 

30 maggio 2013

(34) GLI ITALIANI DELUSI DA GRILLO. NON HA TOLTO SUBITO LE CASTAGNE DAL FUOCO AGLI ITALIOTI.

Maggio (34)
 Introduzione alla lettura
 29/05/13
 
     Devo ammettere di essermi sbagliato. Nel post precedente consideravo che il 20% in meno di votanti avrebbe potuto portare il candidato  5 stelle di Roma al ballottaggio. Al contrario, proprio gli elettori che precedentemente avevano premiato il M5S votandolo, lo hanno punito non andando a votare.
 
     La delusione degli italiani nei confronti di Grillo è del tutto evidente ma è solo un problema di rappresentazione democratica in Italia. Milioni di persone hanno votato per decenni, e non solo nell’ultimo ventennio, per chi prometteva di più, per la demagogia più becera, per chi permetteva i baby pensionati nel pubblico impiego, devastando così le casse pubbliche come d’altronde facevano coloro che hanno ridicolizzato il falso in bilancio, per fare un esempio, incrementando a dismisura i fenomeni corruttivi.  E tante, tante altre ignominie, con in più l’aggravante di votare non solo “solo ladri”, ma pure incapaci a fare qualsiasi cosa che avesse la parvenza di essere utile al paese.
 
     Non erano i boscimani australiani che all’apice di tangentopoli, schifati dalla ruberie emerse, hanno pensato bene di votare  per tutta la vecchia casta di “tangentopolari”, che avevano avuto però l’intelligenza di riproporsi come il nuovo che avanza. No decisamente la responsabilità di votare sempre il peggiore, il demagogo di turno, il più incapace, il più ladro, e di tirar martellate ai vari grilli parlanti che avevano l’ardire di rappresentare la realtà, non è responsabilità dei boscimani, ma degli italioti, i furbi idioti che popolano Stivalia.
 
    E gli italioti arrivati, passo dopo passo, voto dopo voto, a questa incredibile catastrofe economica da loro stessi provocata, con le loro responsabilità ben maggiori dei politici da loro votati, hanno in parte pensato bene di aspettarsi che Grillo e il movimento 5 stelle togliesse loro le castagne dal fuoco, come se la goccia della riduzione dei costi della politica potesse risolvere i disastri economici.
 
     Grillo, che farà anche errori di comunicazione notevoli, che avrà anche idee strane, ma che fondamentalmente pensa che questa sia una crisi di sistema, non ha mai pensato di poter partecipare, con una quota di minoranza poi, ad un governo del paese, con la stragrande maggioranza dei responsabili di questo sfascio, i votanti, che cercano solo qualcuno che risolva i loro problemi con la bacchetta magica dipingendo di rosa una situazione nera. Grillo al contrario pensa che verranno tempi bruttissimi e che la politica possa solo alleviarli i problemi, non evitarli.
 
     Per questo gli italioti ne sono delusi e non l’hanno votato, loro credono che tirando martellate a chi ti dice verità lapalissiane si evitano i problemi, pensano di essere tutti Pinocchio e votano, hanno votato, solo per la fata turchina di turno…..
 
                                                             paolosenzabandiere